Un anno senza eventi per l’intero comparto del mondo dello spettacolo ha significato un anno senza lavoro e senza salario. Il 23 Febbraio in più di 20 piazze in tutta Italia i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo sono scesi in piazza per chiedere insieme un tavolo interministeriale per affrontare le problematiche di tutto il settore. La determinazione delle piazze ha consentito ad una delegazione di essere ricevuta dal presidente Fico per mettere in piedi a breve questo tavolo di confronto.

Una mobilitazione che è esplosa in questi mesi a causa della totale assenza di possibilità lavorative per la maggior parte dei proletari e delle proletarie del comparto arte e spettacolo ma che affronta problematiche che vengono da lontano: su questo settore è stata sperimentata la precarietà come forma classica dell’assunzione della forza lavoro, la sicurezza è sempre stata ai minimi come dimostrato dalle troppe tragedie che hanno colpito i lavoratori in questi anni, il tutto è legato dal necessario ridisegno dei contratti collettivi.

Blocco di via Marina

A Napoli la piazza dei lavoratori e delle lavoratrici ha visto l’aggregazione dei e delle portuali, dei disoccupati e delle disoccupate oltre che degli studenti e delle studentesse dell’Accademia che poche ore prima avevano occupato la loro università trasformandone il cortile in aula studio permanente. Una piazza di lotta e determinata che ancora una volta ha unito i settori più combattivi della città. Crediamo che questa sia la strada sulla quale proseguire, saldando le rivendicazioni attorno ad obiettivi chiari ed incompatibili con i governi che hanno prodotto e gestito questa perenne emergenza sociale, sanitaria e politica. La pandemia ha fatto deflagrare le contraddizioni del mondo dello spettacolo come della società intera, e di fronte alle crescenti difficoltà di milioni di persone dobbiamo rispondere unitariamente.

Vogliono dividerci e frammentarci affrontando i problemi singolarmente per spezzettare le nostre rivendicazioni, ma con l’unità di piazza dimostriamo che le nostre esigenze di classe sono trasversali all’appartenenza di categoria: salario minimo garantito, una sempre più necessaria patrimoniale, una vera e propria Milion tax contro il grande capitale per l’aumento delle spese sociali necessarie per affrontare l’emergenza pandemica, il rispetto della sicurezza sui luoghi di lavoro, la prospettiva di un graduale rientro in sicurezza nelle scuole e nelle università per garantire il diritto all’istruzione e alla cultura.

Abbiamo nuovamente dimostrato che il nostro paradigma è completamente opposto a quello dei padroni, che mette il profitto al primo posto. Di fronte a questo solo la lotta può essere una risposta efficace, e anche stavolta con la determinazione di decine di piazze ha aperto un’interlocuzione per il miglioramento di tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore.

Verso lo Sciopero dell’8 Marzo continuiamo a costruire l’unità delle lotte: un nemico, un fronte, una lotta!
Patto d’azione anticapitalista per un fronte unico di classe – Napoli

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