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E’ scattata ieri mattina a Piacenza un’operazione di polizia contro gli operai della TNT-FedEx e i responsabili del SI Cobas, colpevoli di avere respinto nelle scorse settimane un attacco della multinazionale ai loro posti di lavoro, come a quelli di altri magazzini in tutta Europa, con uno sciopero durato 13 giorni, conclusosi con un accordo favorevole agli operai.

L’attacco repressivo è stato pesantissimo: 5 divieti di dimora nel comune di Piacenza, almeno 6 avvisi di revoca dei permessi di soggiorno, 21 indagati con possibili misure di sorveglianza speciale, sequestro dei PC, 13.200 euro complessivi di multa per presunta violazione delle misure di contenimento dai contagi e soprattutto due coordinatori sindacali, Arafat e Carlo, agli arresti domiciliari.

Sin dall’inizio dell’operazione una folta rappresentanza di lavoratori e lavoratrici solidali si è presentata alla Questura di Piacenza mentre in varie città italiane sono apparsi striscioni e scritte di solidarietà.

Questo attacco repressivo insieme ad altri avvenuti in questi giorni, come a Prato contro gli operai Texprint in lotta da 40 giorni per ottenere un orario di 8 ore per 5 giorni (invece che di 12 per sette giorni) sa di vera e propria rappresaglia nei confronti di una delle punte più avanzate del movimento operaio, un monito per chiunque voglia alzare la testa, organizzandosi tramite lo sciopero per ottenere vittorie concrete contro i padroni.

Per i padroni e il governo Draghi l’esigenza diventa quella di prevenire e poi reprimere, anche in osservanza ai decreti Salvini, ogni tentativo di lotta operaia combattiva che possa anche solo potenzialmente spingere verso una società che li cancellerebbe come classe dominante e privilegiata. Una lotta contro questi meccanismi repressivi non può essere slegata da una lotta quotidiana contro il sistema economico e sociale che li produce.

L’unica possibilità concreta che abbiamo oggi è unirsi attorno ad un programma politico di lotta capace di fare da ponte tra le rivendicazioni immediate e la prospettiva rivoluzionaria ed anticapitalista, che sia in grado di parlare alle emergenze ed esigenze sociali in un’ottica di trasformazione politica, sociale ed economica.

Sabato Manifestazione nazionale a Piacenza

Tra le esigenze immediate resta centrale la necessità di fare quadrato attorno a chi viene represso perché prova a rovesciare lo status quo: oggi esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai facchini della TNT di Piacenza inquisiti e denunciati e a Carlo e Arafat arrestati e ai domiciliari.

Invitiamo chiunque voglia, tramite uno striscione, un comunicato, un presidio organizzato nella propria città ad esprimere vicinanza a chi si trova a subire la vendetta di uno Stato sempre pronto a tutelare gli interessi di pochi ribadendo che il comando padronale nei luoghi di lavoro deve essere assoluto e incondizionato.

Carlo e Arafat liberi subito! Giù le mani dai lavoratori e dalle lavoratrici in lotta!
Patto d’azione anticapitalista per un fronte unico di classe

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